La gestione digitale del colore (parte II)

Il tuo browser sa gestire correttamente le immagini?

icc color profile testSarà capitato a tutti noi di lavorare ad una fotografia nel nostro programma di editing favorito e, dopo averla caricata in Internet, di constatare che i colori risultavano diversi, spenti, senza vita…

Il problema della resa del colore delle immagini in Internet è in relazione diretta tanto con il loro proprio profilo di colore che con il browser che utilizziamo per visualizzarle.

Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Chrome, Safari ecc. non si comportano tutti allo stesso modo. Vediamo insieme come affrontare questa questione.

(a cura di A. Grandesso)

Profili di colore

In fase di creazione delle immagini nella fotocamera, e successivamente durante il lavoro di editing, vengono utilizzati determinati spazi di colore che hanno una gamma più o meno estesa di colori. Le informazioni riferite a tale spazio di colore vengono incorporate nel file dell’immagine (profilo ICC) e servono a dare precise indicazioni ad altri programmi o dispositivi di visualizzazione perché possano interpretare o ricreare correttamente le immagini.

Quando noi rivediamo le nostre foto sul monitor del nostro computer non notiamo scostamenti importanti tra i colori originali e quelli riprodotti sullo schermo, sempre che il monitor sia opportunamente calibrato. Però quando carichiamo le immagini in Internet possiamo riscontrare che alcuni browser non riproducono i colori reali, proprio perché non sono programmati per riconoscere e interpretare i profili di colore presenti nei file.

E’ facile verificare questo fenomeno con una prova molto semplice: usare browser diversi per visualizzare la stessa immagine in due diverse versioni, nelle quali è stato solo modificato il profilo di colore prima di caricarle sul web, per esempio Adobe RGB e sRGB.

Se le due immagini che vediamo sono esattamente uguali, significa che stiamo usando un browser che interpreta correttamente i due profili di colore, se invece vediamo delle evidenti variazioni di tonalità è perché il browser in uso non lo sa fare.

Sul sito della ICC (International Color Consortium) c’è un test molto utile e significativo per capire se il browser che state utilizzando riconosce correttamente i profili di colore ICC; cliccando sul collegamento aprite la pagina del test ed immediatamente vi renderete conto di come l’immagine di prova risulterà visualizzata.

Usare un browser web che riconosca i profili di colore

Il solo modo per risolvere i nostro problema è quello di usare uno di quei browser che interpretano i profili di colore. Per verificare quanto sopra descritto abbiamo provato le ultime versioni dei cinque programmi più diffusi, con questi risultati:

Internet Explorer 8: NO

Internet Explorer 9: SI

Mozilla Firefox 3.6: SI

Google Chrome: NO

Safari 4: SI

Opera 10.53: NO

Dunque, per vedere colori più vicini alla realtà raccomandiamo di utilizzare IE 9, Firefox per Windows o Safari per Mac. Si, è vero, cambiare browser è fastidioso dopo che ci siamo abituati ad usarne uno, però possiamo consolarci con il fatto che sono gratuiti e che possiamo usarne più di uno, secondo le nostre esigenze o simpatie.

Convertire il profilo di colore

Bene, abbiano risolto la parte che riguarda la corretta visualizzazione, ma come possiamo assicurarci che tutti gli utenti di Internet usino i browser giusti? Non possiamo naturalmente, però esiste una via d’uscita praticabile.

Il profilo di colore, diciamo, standard per la rete, quello che tutti i browser interpretano alla stessa maniera, è il profilo sRGB.

Se abitualmente lavoriamo in sRGB non abbiamo alcuna preoccupazione, però se lo facciamo in un altro spazio di colore, come AdobeRGB, dobbiamo ricordarci di convertire lo spazio di colore in sRGB prima di caricare le immagini in Internet. In questo modo tutti gli utenti della rete potranno vedere gli stessi colori che noi vediamo sul nostro monitor.

La conversione è molto semplice. In Photoshop il percorso è: Image > Convert Color Profile > Convert to sRGB Profile. In altri programmi la procedura è molto simile.