Consigli pratici – Calibrazione del monitor

Calibrare correttamente il monitor CRT o LCD

calibrazione-monitorPer ottenere un corretto workflow digitale è assolutamente necessario cercare di rendere uniforme la resa tonale e di colore di tutte le apparecchiature che ne fanno parte (stampante, scanner ecc.), la principale e più importante delle quali è sicuramente il nostro monitor.

Della gestione digitale del colore e dei profili colore abbiamo già parlato qui (La gestione digitale del colore (parte I) e La gestione digitale del colore (parte II)) in due articoli che vi consigliamo di rileggere prima di affrontare l’argomento di questo articolo, la corretta calibrazione del monitor.

L’operazione è più semplice di quanto si creda, almeno per fini hobbistici, e non deve intimorire. Per chi deve maneggiare e ritoccare immagini digitali è di importanza fondamentale e deve essere compiuta regolarmente. Abbiamo selezionato come al solito numerose fonti web ed una serie di strumenti software gratuiti per illustrare in dettaglio le procedure da utilizzare. Iniziate subito e vedrete i risultati…

Un estratto di un ottimo articolo di Nadir.it con le opportune fasi preparatorie:

La Camera Oscura Digitale

‘Con questo termine si intende il trattamento fatto alle immagini digitalizzate, che avviene dopo lo scatto digitale o scansione, prima della stampa, mediante un computer. Forse la parola “oscura” si riferisce più ai processi che alla luce, sta di fatto che, una volta che la nostra immagine è tradotta in un segnale numerico, generato da uno scanner o da un sensore contenuto in una macchina, l’unico modo che abbiamo per verificare il nostro lavoro è attraverso un oggetto spesso trascuratissimo: il monitor. E’ il monitor, infatti, che ci consente di ritradurre nuovamente il nostro segnale numerico in luce. Ma come ci restituisce la luce il nostro monitor è il nocciolo della questione, poiché se il nostro monitor è solo un pochino troppo… magenta, per esempio, la nostra naturale tendenza sarà di compensare questo magenta con un pochino di verde (l’opposto del magenta), fino ad ottenere sullo schermo quel meraviglioso ritratto della nostra fidanzata ove l’incarnato, al nostro esperto e criticissimo occhio, ha quel bel colore rosato che ci piace tanto. Solo che… una volta che la nostra immagine va in stampa, il Minilab del laboratorio non sa che il nostro monitor era troppo magenta, come non sa che per compensare abbiamo aggiunto verde. Risultato: la fidanzata viene stampata come Hulk, del quale assumerà anche le sembianze dopo aver visto la stampa (…)

Operazioni necessarie prima di procedere alla calibrazione:

  • Primo: l’area di lavoro, la scrivania, il desktop, chiamatelo come volete. Togliete la foto della fidanzata o del figlio, via anche il bucolico paesaggio scattato nelle ultime vacanze e sostituite il tutto con un “bel” grigio neutro. Questo per due ragioni: risparmiare i reofori dello schermo, i quali, in questo modo, avranno una resa uniforme, e non avere elementi di disturbo durante il lavoro.
  • Secondo: lasciate acceso il monitor per almeno mezz’ora prima di procedere alla calibrazione (e sempre mezz’ora prima di cominciare a lavorare). Questo neutralizzerà eventuali derive termiche dei componenti elettronici del monitor, sia esso CRT o LCD.
  • Terzo: pulite accuratamente il monitor, usando prodotti specifici. Non usate alcool denaturato o altri detergenti. Al massimo, per i CRT, alcool isopropilico, quello usato per pulire le testine magnetiche; lo trovate nei negozi di elettronica. Una buona idea per i CRT è anche la soluzione che usiamo per pulire i vetri degli obiettivi, da usarsi in piccole quantità su di un panno molto morbido o cotone idrofilo reso ben gonfio di aria e poi passato delicatamente sullo schermo. Mai spruzzare liquidi direttamente sul monitor. Per gli LCD non me la sento di consigliare alcun liquido, ma solo un panno morbidissimo o cotone idrofilo molto gonfio di aria, passato a secco con molta delicatezza e solo verticalmente sullo schermo. Qualcuno suggerisce l’uso di una soluzione al 50% di acqua distillata e alcool isopropilico. Non l’ho mai usata, se credete potete tentare, ma a vostro rischio e pericolo. Mai usare materiali abrasivi (carta, normale o igienica che sia; unghie, spugne o altre invenzioni estemporanee): gli LCD sono delicatissimi, ma anche i CRT non sono da meno, visto che gli schermi moderni sono rivestiti da un sottile strato antiriflesso che si danneggia facilmente. Per togliere solo la polvere usate un pennello molto morbido, io uso un pennellone da make up in martora rubato tempo fa a mia moglie. Evitate di toccare il monitor con le dita. Lavorando è quasi istintivo indicare questo o quel particolare al cliente o all’amico, sparando l’indice sullo schermo. Le impronte digitali sono tra le cose peggiori da togliere, sopratutto dagli LCD.
  • Quarto: mettetevi nella situazione di luce ambiente nella quale siete abituati a lavorare. Idealmente l’ambiente di lavoro dovrebbe essere, in penombra e senza luci dirette. Se ci sono finestre nei dintorni curate che siano di fronte a voi, non alle vostre spalle, altrimenti i riflessi vi giocheranno brutti tiri. Per i professionisti o per i maniaci, ricordate che anche il colore degli abiti e delle pareti della stanza possono influenzare la calibrazione e la visione.
  • Quinto: mettiamo il contrasto del monitor, usando l’apposito comando, al massimo.
  • Sesto: regoliamo la temperatura di colore del monitor a 6.500 K.’ (continua a leggere su Nadir.it)

Calibrare correttamente il monitor

Dopo esserci messi nelle condizioni migliori di lavoro cerchiamo innanzitutto di capire quale sia l’attuale condizione di regolazione del nostro monitor. Verifichiamone la geometria di base (inclinazione, distorsione, effetto moirè ecc.) utilizzando i comandi disponibili sul monitor con l’aiuto di programmi specifici come l’ottimo MonitorTest di EIZO che ci offre 24 utili strumenti di controllo e che vi consigliamo di utilizzare per primo.

calibration

A questo punto possiamo andare su queste pagine di Fotodintorni o Photorevolt per avere un primo responso visivo immediato rispetto alle regolazioni base di contrasto e luminosità. Se il monitor è regolato correttamente dovrebbe essere possibile distinguere abbastanza facilmente tutte le gradazioni tonali presenti nelle strisce test; se così non avviene è bene passare all’utilizzo di utility che ci consentiranno di regolarne i livelli in modo ottimale e salvare le regolazioni così ottenute. Possiamo utilizzare i comandi di luminosità e contrasto incorporati nel monitor per una prima pre-calibrazione e se necessario passare ai comandi disponibili sul software di gestione della scheda video.

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