Obiettivi ultra-luminosi – Ne vale la pena?

I fabbricanti di reflex ed ottiche ci prendono in giro?


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Lo schema ottico dell'obiettivo Canon 50mm f/1,2

Tutti noi conosciamo il significato dei numeri ‘f/’ presenti sui nostri obiettivi e sappiamo che ad un determinato valore di apertura del diaframma corrisponde sempre la stessa quantità di luce che raggiunge il supporto sensibile (pellicola o sensore digitale), indipendentemente dalla fotocamera e dall’obiettivo utilizzati.


O almeno questo abbiamo sempre trovato scritto in tutti i sacri testi di fotografia. Ma è sempre così?

In realtà pochi fotografi sanno che nelle moderne fotocamere digitali i valori ‘f/’ non sono tutti uguali, e che obiettivi diversi trasmettono diverse quantità di luce sul piano del sensore anche a parità di apertura del diaframma. Com’è possibile tutto ciò?

Il motivo è che a causa di leggi fisiche ineludibili, ogni singolo elemento o gruppo ottico presente nell’obiettivo assorbe e riflette una determinata quantità di luce, e questo comporta una riduzione dell’intensità luminosa complessiva in uscita dall’obiettivo, riduzione tanto più elevata quanto più numerose sono le lenti presenti nell’obiettivo (…)”

Di Albino Grandesso, da un articolo di ‘The Luminous Landscape’

Obiettivi ultra-luminosi – Ne vale la pena?

“Semplificando, obiettivi con una architettura ottica complessa (molte lenti in molti gruppi) avranno perdite di luce maggiori di obiettivi più semplici, e lenti con superfici ricoperte da molti strati protettivi e correttivi avranno riduzioni di luce maggiori di lenti con coperture semplici o inesistenti.

Il fenomeno è tutt’altro che trascurabile, tanto che in cinematografia da qualche tempo si è deciso di adottare un diverso standard per indicare il livello effettivo della luce che arriva alla pellicola, misurato in ‘T-stop’ (Transmission Stop) invece del tradizionale ‘F-Stop’.


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Ottiche Nikon Nikkor 50mm f/1,4 di diverso tipo



Ora, dai dati forniti dal famoso laboratorio di ricerche ottiche “DxO Mark” risulta che le perdite di luminosità di determinati obiettivi sono così importanti da produrre in teoria notevoli sottoesposizioni, specialmente in presenza di sensori di tipo CMOS. In pratica però le fotografie prodotte con obiettivi complessi e sensori CMOS non mostrano alcun segno di sottoesposizione.

Come si spiega questa contraddizione? La spiegazione alquanto sorprendente è che i produttori di fotocamere ricorrono a qualche sotterfugio, come per esempio aumentare surrettiziamente il valore ISO (via firmware) quanto basta per compensare le perdite, ma guardandosi bene dal dichiararlo apertamente.



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Canon 50mm f/1.0 EF USM

Qualcuno potrebbe argomentare che la cosa non è poi tanto grave, però due questioni sorgono spontanee:


1. Se io seleziono un determinato valore ISO significa che io voglio farlo perché ho i miei buoni motivi, e trovo che non sia corretto che il firmware della fotocamera imposti un valore diverso senza avvisarmi.

2. Se la fotocamera fa di questi trucchetti, che senso ha acquistare obiettivi molto luminosi di alta gamma, più grandi, più pesanti, e molto costosi?

Infatti se si usa un obiettivo con apertura F/2,8 a ISO 400 si ottengono gli stessi risultati che con un’apertura F/1,4 a ISO 100, almeno per quanto riguarda l’esposizione. A questo punto possiamo chiederci se abbia davvero senso investire cifre considerevoli in obiettivi molto luminosi (un esempio per tutti; l’ottimo ma costoso Nikon Nikkor 24mm f/1,4 al posto del più economico 24mm f/2,8) a fronte di vantaggi più teorici che reali.”

Nota del redattore a margine

Molti utilizzatori di materiale Pentax, ed io sono fra questi, si sono chiesti per lungo tempo come mai questo produttore abbia in catalogo solo un paio di ottiche più luminose di F/2,8.

Interpellata sull’argomento, Pentax risponde che tali ottiche hanno poco senso sul piano tecnico, proprio a causa dei fenomeni descritti sopra. Infatti l’unico obiettivo Pentax con diaframma F/1,4 è un 50mm a focale fissa e quindi con architettura molto semplice e dal costo relativamente basso. Noi che siamo sospettosi, da questa risposta possiamo legittimamente dedurre che chi produce ottiche complesse con aperture F/1,4 o F/1,2 lo fa più che altro per motivi di marketing e di immagine aziendale, mostrando però scarso rispetto per i propri clienti.


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Nikon 24mm f/1,4 a confronto con il 24mm f/2,8



Se i produttori che attualmente dominano il mercato hanno una risposta convincente per dissipare i nostri dubbi saremo lieti di divulgarla, ma temo che l’attesa sarà lunga.

Questo scritto è un sunto tratto da un articolo pubblicato sul sito “The Luminous Landscape”.

Leggi l’articolo originale: ‘Lettera aperta ai maggiori produttori di fotocamere (inglese)