Fotografare il Carnevale

I consigli di Edo Prando per ottenere foto efficaci e d’effetto

carnevale-rio-brasile‘Il Carnevale è una buona occasione per non lasciare inoperosa la macchina fotografica. Sia per quanti cercano solamente la bella immagine colorata, sia per quanti vogliono documentare il riflesso di feste perdute con reportage di taglio antropologico.

E’ vero: a Carnevale ogni foto vale. Tutto si può fotografare, e in modo particolare in occasioni come questa, in cui il fotografo è sempre presenza accettata e gradita. Che sia quello di Venezia o quello della nostra città, si riprendono sempre gli stessi soggetti. Parrebbe che l’abbondanza dei temi tolga stimoli alla fantasia…’

Guida alle foto del Carnevale – di Edo Prando

(le immagini pubblicate sono proprietà dei rispettivi autori)

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Un punto di ripresa sopraelevato è spesso migliore di un punto a livello strada. Un balcone che dia sulla strada della sfilata dei carri allegorici è l’ideale. (foto Le Foto di Marzo)

Temi e soggetti

Non si può riprendere tutto: che si fotografi il carnevale di Venezia, o quello sotto casa. Conviene sempre puntare l’attenzione su uno o due temi e lavorare su quelli. Fotografare è un lavoro di forbici, già quando si organizza l’uscita fotografica. Il tema può essere la gente che assiste al Carnevale, oppure coloro che vi partecipano. Possono essere i bambini o le bancarelle che accompagnano ogni manifestazione. La scelta dipende dagli interessi e dai gusti del fotografo. E anche dall’attrezzatura che possiede. Scegliere uno o due soggetti consente di studiarli meglio e ottenere per questo immagini migliori. Documentarsi sul Carnevale che si va a fotografare è molto importante, se si vogliono ottenere immagini meno banali. Se si riprende una Maschera bisogna fare attenzione all’ambiente che la circonda. Mai lasciarsi prendere dall’entusiasmo e trascurare un certo distacco, indispensabile per accorgersi degli eventuali difetti dell’inquadratura.

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Non solo a Rio si possono riprendere le ballerine del Samba. Talora le troviamo anche nelle sfilate del nostro Carnevale. Per meglio esprimere l’idea del movimento meglio usare il flash in TTL con un tempo di sincronizzazione lungo, in modo da avere piacevoli immagini fantasma. Chi fotografa con una compatta, per ottenere l’effetto deve impostare il programma “foto notturna”. (foto Giorgio Marchiori)

La regia

Dietro a una buona foto c’è sempre un’accorta regia. Presi dal soggetto, spesso ci si dimentica dello sfondo. Così si hanno soggetti, magari belli e interessanti, che spiccano su sfondi casuali e confusi. Ciò si verifica spesso quando si fanno ritratti alle maschere. Per evitare il difetto è consigliabile costruire sempre la foto, pregando il soggetto di posare davanti a uno sfondo adatto, individuato in precedenza. Suggerire quale sfondo sia preferibile è difficile, se non impossibile, perché dipende dal tipo di maschera. Possiamo affermare che, per dare il massimo rilievo al soggetto, lo sfondo deve essere il più neutro possibile, senza particolari che attirino l’attenzione. L’uso di una focale tele e di un diaframma piuttosto aperto, intorno a f/2.8 o 3.5 serve ottimamente allo scopo, perché rende sfocato e poco comprensibile quanto sta dietro al soggetto.

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Le ore di luce nel periodo di Carnevale sono poche, l’uso del flash è d’obbligo. Meglio usarlo nella modalità TTL, con un tempo di sincronizzazione di 1/60 o di 1/30 in modo da utilizzare anche un po’ della luce ambiente e avere piacevoli effetti di “immagini fantasma”. (foto PM Studio)

I particolari

A volte lo sfondo può essere interessante nell’economia dell’immagine. Una Colombina ripresa davanti a un ponte veneziano o davanti a un palazzo del Settecento trasmette, in chi osserva l’immagine, anche il sapore del tempo in cui la maschera nacque.
Al contrario si può utilizzare la tecnica del contrappunto per sottolineare l’incongruenza tra maschera e ambiente. La stessa Colombina ripresa davanti a un tram, al volante di un’auto sottolinea l’incongruità della scena e con un tocco di umorismo. In certi carnevali tradizionali e poco turistici, spesso, il particolare di una maschera o di un travestimento è più significativo della ripresa dell’insieme. Un esempio tra tutti: i costumi usati nelle valli dell’Occitania piemontese si riferiscono a un preciso momento storico e ricordano avvenimenti realmente accaduti, il cui ricordo si è poi innestato sulla precedente tradizione del Carnevale.

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I particolari dei costumi sono sempre un buon soggetto fotografico. In questo caso il soggetto sono proprio i coloratissimi nastri che ornano i costumi della Baìo, carnevale che si tiene nella valle piemontese del Varaita. (foto PM Studio)

Le fotocamere

La reflex digitale a obiettivi intercambiabili è la fotocamera migliore e più versatile. Tuttavia anche una compatta, dotata di uno zoom con un ampia focale grandangolare, può fornire ottimi risultati. La focale grandangolare è la più usata, quando ci si deve muovere tra la folla, come spesso accade in questo caso. Anche una compatta dotata di obiettivo fisso grandangolare è una buona soluzione. Come suggeriva Bob Capa, il famoso reporter di guerra, se non vai vicino al soggetto la foto non ti viene bene. Il grandangolare permette di andare vicinissimo. Da non dimenticare un filtro skylight da applicare, quando possibile, sulla lente frontale dell’obiettivo e il paraluce. Entrambi serviranno a proteggere l’obiettivo dagli urti, sempre possibili quando ci si muove nella calca. Una buona borsa fotografica completa la dotazione. E’ indispensabile se si usa una reflex con un corredo, anche minimo, di obiettivi.

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Carnevale d’Ivrea, Battaglia delle arance.
La tradizione vuole che la battaglia simboleggi la cacciata del signorotto locale da parte del popolo. I carri sono il castello feudale difeso da armati dotati di corazze. Gli assalitori, squadre del popolo, vanno all’assalto senza protezione scagliando arance. Sono assalti veloci e violenti durante i quali il rischio di essere colpiti con violenza da un’arancia è alto e direttamente proporzionale alla distanza del fotografo dal carro assalito. (foto PM Studio)

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La Battaglia delle Arance, come altre manifestazioni di questo tipo, si prestano molto bene a costruire una piccola storia fotografica, cogliendo i vari aspetti della manifestazione. (foto PM Studio)

Gli obiettivi

Gli obiettivi usati oggi sono per lo più zoom a focale variabile. Le compatte montano zoom che non offrono focali grandangolari molto ampie. È il loro limite. Le reflex, invece, si possono equipaggiare con zoom grandangolari anche molto spinti. La focale usata più di frequente, e anche quella che più si avvicina al gusto fotografico d’oggi, è il grandangolare. Quando si fotografa in mezzo alla folla diventa indispensabile. Da un punto di vista espressivo esalta la prospettiva ed enfatizza i soggetti in primo piano. Focali equivalenti al 20-24mm del pieno formato sono molto efficaci, però non facili da usare. Il fotografo deve essere bravo a padroneggiare i loro effetti prospettici, se non vuole cadere nella banalità della deformazione. Utile anche lo zoom che permette di riprendere a distanza ravvicinata. Lo si può usare per documentare particolari di costumi e soggetti. Tra gli obiettivi delle reflex è bene preferire quelli più luminosi, dotati di stabilizzazione, specialmente se si preferisce scattare a luce ambiente.

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Per far meglio risaltare il soggetto spesso è meglio inquadrarlo su uno sfondo neutro. Nella immagine a destra l’attenzione di chi guarda è tutta sulla maschera, perché lo sfondo è il buio dei portici retrostanti. (foto PM Studio)

Il Flash elettronico

Il flash non serve soltanto per rischiarare una scena buia. È anche uno strumento per ottenere immagini creative con il soggetto esposto sia dalla luce ambiente, sia da quella del flash. Se il soggetto, o la fotocamera, si muove, si avranno sullo stesso fotogramma due immagini: una ferma, bloccata dal flash e l’altra mossa, esposta dalla luce ambiente. I risultati conferiscono all’immagine un grande dinamismo. Non si possono dare ricette infallibili. Le variabili sono molte: intensità della luce ambiente, intensità del flash, tempo di sincronizzazione, velocità alla quale si muove il soggetto, velocità alla quale si muove la fotocamera. Bisogna farsi un’esperienza. Il consiglio per cominciare è: se si fotografa di giorno, impostare una sensibilità bassa, non superiore ai 200 ISO, un diaframma intorno a f/11, e un tempo di sincronizzazione inferiore a 1/30 di secondo. E poi scattare molto, in modo da imparare dagli errori.

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Teleobiettivo e colpo d’occhio sono indispensabili per catturare immagini come questa. (foto PM Studio)

Fotografare i Bambini

Nessuno rinuncia a riprendere il proprio figlio e i suoi amici quando si mettono in maschera. È utile conoscere alcune regole fondamentali per ottenere buone immagini. Prima di tutto non si deve costringere il bambino a pose forzate, suggerite dall’adulto. Meglio riprenderlo di sorpresa, quando è più naturale e se, a volte, la foto è un po’ mossa o sfocata, poco importa. Sempre meglio di una bella statuina, dallo sguardo fisso e l’espressione improbabile. Al momento della ripresa, ricordarsi che un adulto è più alto di un bambino. Non si deve fotografarlo rimanendo in piedi, ma bisogna abbassarsi all’altezza dei suoi occhi. In caso contrario si avrà una prospettiva schiacciata, con una testa sproporzionata al resto del corpo. Spesso si fotografa in interni ed esistono difficoltà dovute allo spazio in cui ci si muove e all’illuminazione. Spesso è bene non usare il flash, perché può distruggere la particolare atmosfera dell’ambiente e non permette di riprendere il bambino in completa naturalezza. Se è indispensabile una luce supplementare è meglio usare il flash in luce riflessa, dirigendo la sua parabola verso il soffitto.

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Nelle valli montane è facile imbattersi, durante il periodo di Carnevale, in avvenimenti che si tramandano immutati da molto tempo. Nelle immagini la Danza delle Spade in Val di Susa. (foto PM Studio)

Evitare gli occhi rossi

Il fenomeno degli occhi rossi è un inconveniente cui si va incontro quando si riprende con il lampo diretto. È causato dal riflettersi della luce sul fondo dell’occhio, ricco di capillari sanguigni. Quanto più la luce ambiente è scarsa tanto più il fenomeno è frequente. La tecnologia fotografica ha escogitato diversi sistemi per ridurlo. I risultati spesso non sono soddisfacenti. Gli occhi rossi non si hanno quando l’asse del flash non è vicino, quasi coincidente, all’asse di ripresa dell’obiettivo. Il consiglio migliore, quindi, è tenere il flash laterale alla macchina fotografica, in modo che la luce piova sul soggetto con una direzione di circa 45 gradi rispetto all’asse di ripresa.