“Il mio obiettivo è morbido…” ed altri miti – I

Il punto sui problemi di messa a fuoco, front e back focus

front_back_focusLo spunto per questo articolo deriva dalla lettura di un interessante approfondimento di Roger Cicala pubblicato su CanonRumors.com nonchè dalle numerose domande poste sull’argomento front-back focus da parte di tanti appassionati.

I costosi obiettivi delle nostre fotocamere digitali reflex vengono fabbricati facendo in modo che la loro messa a fuoco sia il più precisa possibile ma sempre e comunque all’interno di un range, accettabile, di margine di tolleranza di fabbricazione come qualsiasi tipo di prodotto fabbricato in serie.

Aggiungiamo ancora, forse molti non lo sanno, che le stesse macchine fotografiche influiscono sul problema a causa delle tolleranze esistenti nella distanza sensore-obiettivo e per eventuali problemi di perfetta planeità dell’innesto portaottiche. Escludiamo dall’esame gli obiettivi difettati all’origine (il 3/7% delle ottiche prodotte circa) per i quali non resta altro da fare che la richiesta di sostituzione in garanzia.

Ciò significa quindi che più o meno tutte le ottiche (e le reflex) presentano in qualche maniera fenomeni di spostamento del punto di messa a fuoco nella parte anteriore (front focus) o posteriore (back focus).

front_focusing
Front Focus
back_focusing
Back Focus












Naturalmente il fabbricante si premura di prevedere queste piccole imprecisioni in un range che sia accettabile, normalmente la Profondità di Campo provvede a compensare queste minime differenze. Tuttavia per un insieme di circostanze che ora vedremo il problema può acuirsi rendendo manifesto il problema che all’occhio del fotografo appare come fastidiosa ed insopportabile sensazione di morbidezza e mancanza di definizione.

  • Il problema del front/back focus è più evidente sulle ottiche ad alta luminosità (f/1,4-2) in cui il valore di diaframma implica una bassa profondità di campo e scarsa capacità di correzione della messa a fuoco;
  • Il fenomeno è più evidente nei teleobiettivi, anche qui per la scarsa compensazione della PdC;
  • Ogni obiettivo e fotocamera prodotti possono differire l’uno dall’altro, tutte le marche sono interessate dal fenomeno;
  • L’accoppiata corpo macchina-obiettivo può di conseguenza diminuire o aumentare l’effetto a seconda del caso in cui le differenze si sommino o annullino tra di loro.

Chiariamo meglio quest’ultimo punto. Supponiamo che l’ottica X abbia una staratura di +2 punti di fuoco (valore ipotetico), cioè sposta leggermente in avanti il punto di fuoco (front-focus), ma comunque all’interno del range di tollerabilità stabilita dal fabbricante per quel dato obiettivo che, supponiamo, sia di +-3 punti di fuoco. L’ottica è quindi ‘perfetta’ dal punto di vista commerciale.

Prendiamo ora un corpo macchina Y che a sua volta ha una sua staratura, supponiamo anch’esso di +2 punti e causa quindi anche qui un leggero front focus, ma sempre all’interno delle tolleranze di fabbrica; possiamo dire che anche questa fotocamera sia ‘perfetta’ rientrando pienamente nelle specifiche tecniche di costruzione.

Ma che succede se l’ottica X viene montata sul corpo Y? In questo caso il +2 dell’ottica si somma al +2 della reflex fornendo uno spostamento di +4 punti di fuoco e mandando fuori tolleranza il complesso macchina-obiettivo; la mancanza di nitidezza data dalla compromissione del punto di messa a fuoco ora risulta visibile all’occhio, l’accoppiata ottica X, macchina Y non è più perfetta…

Naturalmente succede anche il contrario e cioè che uno sfasamento di +2 da una parte venga corretto magicamente da uno sfasamento di –2 dall’altra fornendo un risultato ideale, oppure possiamo avere un mix delle due possibilità.

Come fare a capire se il proprio corredo soffre di questo problema? E poi, come fare a correggerlo? (segue)