Lezioni di Fotografia: Mirino e display

Corso fotografia Digitale – Lezione 9

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Monitor o Display

Le fotocamere digitali sono dotate di un display sul retro della camera e di un mirino ottico. La funzione primaria di questi due elementi è abbastanza diversa, anche se hanno molto in comune.

Il display è un piccolo monitor LCD a colori posto sul dorso della fotocamera, le cui dimensioni sono espresse in pollici riferiti alla diagonale dello schermo, che vanno da 1.5″ a 3″. Le funzioni svolte dal display sono le seguenti:

  • Vedere l’immagine inquadrata prima di riprenderla, nelle camere compatte e nelle reflex dotate del sistema Live View.
  • Rivedere l’immagine appena ripresa per controllare se corrisponde ai nostri desideri. Niente più sorprese del giorno dopo, al ritiro delle stampe tradizionali!
  • Rivedere in sequenza tutte le immagini in memoria. Se occorre liberare spazio, basta localizzare le immagini che non ci soddisfano e cancellarle. Alcuni dislplay mostrano solo una immagine per volta, altri hanno la funzione ‘thumbnail’, mostrano cioè gruppi di piccole immagini (miniature) per poter individuare velocemente quelle che stiamo cercando. Altri ancora consentono di fare ingrandimenti per controllare meglio i dettagli delle foto.
  • Selezionare le immagini da stampare, nel caso volessimo collegare la camera direttamente alla stampante.

L’ immagine che si vede sul display prima dello scatto, è presa direttamente dal sensore, perciò possiamo definirla una vista TTL (Through-The-Lens), come per le macchine reflex. Normalmente usati per osservare il soggetto e scegliere l’inquadratura migliore, i display presentano pure delle importanti limitazioni, per esempio:

  • Sono dei divoratori di batterie. Meglio tenere il display acceso solo se si è certi di non rimanere a secco.
  • L’immagine sul display è difficile da vedere in pieno sole.
  • Durante l’inquadratura i movimenti del soggetto vengono riprodotti sullo schermo con un certo ritardo.
  • Si deve tenere la camera a braccia allungate, una posizione scomoda che tende a provocare offuscamento dell’immagine per mancanza di stabilità.

Anche se, come già detto, sarebbe preferibile tenere il display spento, vi sono delle situazioni in cui tenerlo acceso diventa indispensabile. Per esempio:

  • Quando si lavora in macro il display aiuta moltissimo a scegliere l’inquadratura ed il fuoco perché mostra esattamente la stessa immagine che verrà catturata.
  • Quando si fotografa in mezzo ad una folla, o dietro un ostacolo, si può inquadrare il soggetto senza tenere la camera davanti agli occhi.
  • Riprendere fiori o insetti al suolo richiede di sdraiarsi a terra per avere il soggetto al giusto livello. Con i monitor orientabili diventa tutto più facile, basta appoggiare la camera ed aggiustare la posizione del display per avere una buona visione.

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Alcune fotocamere hanno un monitor mobile che può assumere quasi tutte le posizioni, anche rivolto in avanti, come questa Panasonic Lumix GH1.

Mirini ottici

Per rendere l’inquadratura delle immagini più facile e veloce, molte fotocamere offrono un mirino ottico. Questi mirini sono l’ideale per seguire scene in movimento veloce, in attesa del momento cruciale. Uno dei grandi vantaggi è che non consumano le batterie, ma non è il solo. I migliori mirini ottici sono accoppiati alle lenti dello zoom e permettono di vedere tutta l’area coperta dal sensore. L’unico difetto dei mirini più economici è che non permettono di verificare se l’immagine è perfettamente a fuoco.

Alcuni mirini ottici hanno la regolazione delle diottrie. Chi normalmente porta gli occhiali può scegliere la regolazione adatta così da riuscire a vedere perfettamente attraverso il mirino senza indossare gli occhiali.

I mirini ottici delle camere compatte usano una propria finestra separata da quella dell’obiettivo, e perciò vedono una scena leggermente spostata rispetto a quella vista dal sensore. Questo non è un problema nel caso di soggetti a media/lunga distanza, però a breve distanza, e specialmente in modalità macro, occorre prestare molta attenzione all’errore di parallasse, come si può vedere in queste immagini.

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Il soggetto, la farfalla, è centrato nel mirino ottico…

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…ma fuori centro nella immagine catturata. Questo fenomeno si chiama errore di parallasse.

Nelle fotocamere a tecnologia TTL (Through The Lens) l’immagine inquadrata dal mirino è identica a quella vista dal sensore.

Un buon mirino ottico copre un campo visivo più ampio dell’immagine catturata che viene indicato da un rettangolo luminoso. Ciò permette di anticipare meglio l’azione perché si possono vedere soggetti in movimento prima che entrino nell’area di ripresa.

I mirini di alta gamma hanno la visione TTL come nelle camere reflex. La luce che entra nell’obiettivo viene parzialmente deviata da un prisma in modo che una parte vada a formare la figura nel mirino, mentre il resto va direttamente a colpire il sensore. Naturalmente questa tecnologia offre tutti i vantaggi perché il fotografo può vedere esattamente ciò che vede l’obiettivo.

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I mirini elettronici (EVF) ed i monitor LCD mostrano le impostazioni in uso o i vari menù per scegliere le impostazioni in modalità manuale o semiautomatica.

In alcune fotocamere il mirino ottico è stato sostituito da un mirino elettronico (EVF) che mostra la stessa scena e le stesse informazioni sulle impostazioni mostrate dal monitor LCD.

Il grande vantaggio è che le informazioni nel mirino possono essere lette senza occhiali ed al riparo dalla luce solare o artificiale che disturba notevolmente la visione del monitor LCD.

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