Lezioni di Fotografia: L’utilizzo del Flash

Corso Fotografia Digitale – Lezione 12

Il flash ne ha fatta di strada dal 19° secolo, quando i fotografi dovevano accendere della polvere da sparo sopra un vassoio per illuminare la scena. I flash automatici in dotazione alle fotocamere digitali usano un tubo elettronico che emette un breve, intenso fascio luminoso. Questa sorgente di luce è controllata da un sofisticato meccanismo di misurazione e controllo dell’esposizione.

L’intero sistema permette di illuminare la scena quando la luce ambientale è insufficiente, o ridurre i contrasti nelle giornate di pieno sole. E’ talmente comodo e facile da usare che spesso non siamo consapevoli della sua presenza. Vediamo questi flash in dettaglio, ed alcune alternative che danno risultati ancora migliori.

Portata del flash

La potenza del flash determina la sua portata utile. I soggetti che si trovano entro questa portata possono essere correttamente esposti, quelli fuori portata saranno troppo scuri. La potenza del flash viene indicata con un numero guida. più alto è il numero, maggiore sarà la portata utile. Poiché il numero guida cambia quando si varia la sensibilità del sensore o la lunghezza focale, molti fabbricanti preferiscono dichiarare la portata massima, presumendo che il flash sia carico e che il diaframma sia alla massima apertura.

Modalità di utilizzo

Nelle fotocamere completamente automatiche il flash entra in azione quando la luce è troppo debole per una corretta esposizione. Nelle camere più sofisticate si può scegliere fra alcune modalità per ottenere vari effetti.

Automatico: il flash interviene in caso di luminosità scarsa o quando il soggetto è in controluce.

Riduzione occhi rossi: il flash proietta un breve lampo o una serie di pre-lampi per provocare la chiusura dell’iride del soggetto un attimo prima del lampo principale.

Riduzione delle ombre: uso forzato del flash quando c’è abbastanza luce ma si vogliono schiarire le ombre. Questa modalità è utile in pieno sole quando le ombre sono troppo marcate a causa dell’elevato contrasto di luminosità.

Flash disattivato: con illuminazione scarsa si preferisce usare una esposizione lunga con luce naturale.

Flash esterno: collegando un flash esterno si esclude automaticamente il flash della camera.

Scene notturne: in questa modalità il soggetto in primo piano viene esposto correttamente contro lo sfondo sottoesposto.

Esposizione lunga: il flash interviene per bloccare un soggetto in movimento nel mezzo di una esposizione lunga abbastanza per avere uno sfondo ben esposto.

Ridurre le ombre col flash di riempimento

Non si raccomanda mai abbastanza di usare il flash per eliminare, o almeno attenuare, le ombre quando si ritraggono persone o altri soggetti in pieno sole. Senza il flash le aree in ombra risultano sempre troppo scure e senza dettaglio. Sarà capitato a tutti di vedere fotografie di persone con una macchia nera che copre la metà inferiore del viso, a causa dell’ombra del naso.

Azioni veloci

Un flash elettronico emette un fascio di luce della durata molto minore dell’apertura del più veloce otturatore, anche meno di 1/50.000 di secondo. Questo breve ed intenso impulso luminoso riesce a bloccare l’immagine di soggetti in rapido movimento anche se il tempo di otturazione effettivo è molto più lungo.

Intensità luminosa e leggi della fisica

La quantità di luce che raggiunge un soggetto è inversamente proporzionale al quadrato della sua distanza dalla sorgente luminosa. In pratica ciò significa che se la distanza raddoppia, la quantità di luce si riduce ad un quarto, e se si riduce la distanza della metà, la luminosità aumenta di quattro volte. Questo succede perché la luce emessa si disperde allontanandosi dalla sua sorgente.

Quando diversi soggetti si trovano a distanze diverse dalla camera, l’esposizione sarà corretta solo per il soggetto che si trova ad una certa distanza, normalmente quello più vicino alla camera. Gli altri soggetti risulteranno tanto più scuri quanto più sono lontani dal flash.

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L’intensità luminosa diminuisce con la distanza. Si può utilizzare questo effetto per far risaltare il soggetto principale isolandolo dallo sfondo.

Occhi rossi

Capita molto spesso di vedere fotografie di persone con gli occhi rossi. La luce del flash che entra attraverso la pupilla viene riflessa dalla retina verso l’obiettivo. Poiché la retina è irrorata da una fitta rete di capillari, la luce che la colpisce prende il colore del sangue. Molti flash hanno la modalità di riduzione dell’effetto occhi rossi, alcuni inviando un fascio di luce da una lampada separata, altri con una serie di brevi impulsi per provocare la parziale chiusura dell’iride prima del lampo principale.

Altri modi per minimizzare questo fastidioso effetto:

  • Usare un flash separato e tenerlo lontano dalla camera.
  • Non dirigere il raggio parallelamente all’asse dell’obiettivo o usare un diffusore.
  • Flash indiretto: far rimbalzare il fascio luminoso sul soffitto o pareti.
  • Chiedere alla persona ritratta di non guardare direttamente in camera.
  • Se possibile, aumentare la luminosità dell’ambiente.

Se capita di fare un splendido ritratto di una persona che però presenta due orribili occhi rossi, è possibile rimediare senza rovinare l’immagine? Tutti i programmi di fotoritocco in circolazione, anche i più elementari, hanno una specifica funzione per la riduzione degli occhi rossi. Riduzione, non sempre eliminazione, e comunque il risultato non è certo esaltante.

Uno dei metodi possibili consiste nell’uso dello strumento “timbro clone” presente in tutti i programmi di foto-editing. Personalmente lo considero quello che dà i risultati migliori, l’aspetto più naturale, a condizione di saper usare lo strumento con una certa destrezza, clonare occhi simili per colore o, meglio ancora, occhi della stessa persona presi da una diversa fotografia.

Prima e dopo la “cura”. Gli occhi rossi sono stati corretti usando il tool “Timbro Clone” di Adobe Photoshop.

Unità esterne

I flash interni delle fotocamere sono comodi da usare e sempre pronti, però non hanno molta potenza e non è possibile posizionarli diversamente per evitare gli occhi rossi. Inoltre tendono ad appiattire le superfici ed i volumi, e non possono essere ruotati per illuminare la scena di luce riflessa e meno violenta.

Le migliori fotocamere offrono uno o due modi per collegare un secondo flash:

  • Un attacco sopra la camera permette di montare un flash separato, con un montaggio sicuro e che fornisce anche il necessario collegamento elettrico per il sincronismo. Alcune camere dispongono della connessione TTL che permette il dialogo tra camera e unità flash per regolarne in automatico sincronia, durata, potenza e altri parametri.
  • Un connettore sincrono che collega il flash separato con un cavetto che lascia la libertà di posizionare il flash lontano dalla camera.

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Servo flash

I servo-flash sono unità autonome e fisicamente separate dalla fotocamera, e sono azionate dal lampo prodotto dal flash della camera. Poiché molte camere producono due lampi in successione per ogni scatto (il primo serve per regolare il fuoco ed il bilanciamento del bianco), queste unità devono essere predisposte per scattare in sincronia con il secondo flash della camera.

Flash ad anello

I flash ad anello sono fissati attorno all’obiettivo e producono un fascio di luce circolare. Queste unità sono ideali per illuminare piccoli oggetti da fotografare in modalità macro e sono molto usate in medicina e in altre applicazioni scientifiche. Nelle foto un servoflash ad anello e un modello con collegamento sincrono.

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