Autofocus addio con la fotocamera che riprende lo spazio in 3D

lytro fotocamera plenotticaDai laboratori dell’Università di Stanford alla giovane start-up Lytro, la fotografia plenottica ed i suoi rivoluzionari contenuti diventa realtà.

Plenoptic-Camera o Light Field Camera; si tratta in breve di una fotocamera dotata di un particolare sensore digitale capace di registrare non solo intensità e colore dei raggi luminosi, come sinora avviene, ma anche la loro direzione, catturandone quindi ogni angolazione e rifrazione sul soggetto e sull’intera scena attraverso un sistema di microlenti ed una complessa architettura che scompone i singoli pixel in sub-pixel capaci di immagazzinare l’informazione spaziale.

Questo permetterà in fase di sviluppo di ricreare tutte le diverse opzioni di messa a fuoco possibili elaborando l’immagine ottenuta via software. Il risultato lascia francamente stupiti;  semplicemente cliccando sulle diverse zone della fotografia, dal primo piano allo sfondo, si ottiene il fuoco preciso sull’area voluta e tutto questo dopo aver scattato!

httpvh://www.youtube.com/watch?v=7babcK2GH3I

Inutili quindi tutti i dispositivi di messa a fuoco, automatici o manuali che siano, in quanto la fotocamera registrando le informazioni ‘spaziali’ dei raggi di luce riesce a ricostruire la ‘posizione’ di ogni singolo oggetto all’interno della scena ripresa in fase di ricostruzione dell’immagine. Elevata di conseguenza la velocità operativa di cui tale nuova generazione di macchine fotografiche potrà fregiarsi, grazie all’eliminazione della maggior parte dei movimenti elettro-meccanici presenti (il movimento delle lenti dell’obiettivo) e l’eliminazione quasi totale del ritardo allo scatto (shutter-lag). Le immagini ottenute sono peraltro già pronte per essere elaborate in 3D con algoritmi appositamente dedicati per vederle su schermi compatibili e che saranno disponibili nel 2012.

plenoptic_camera

Nelle dimensioni di una scatoletta di poco più di 200 grammi è racchiuso un condensato di tecnologia che nei primi esperimenti di non molti anni fa necessitava di una stanza piena di fotocamere collegate ad un super-computer per l’elaborazione della mole di dati necessaria… Appare alla vista come un parallelepipedo colorato costruito in lega di alluminio ultraleggera con 4 cm di lato e poco più di 11 centimetri di lunghezza, parzialmente rivestito in gomma e con comandi ridotti al minimo, in pratica troviamo solo il pulsante di scatto meccanico e lo slider per lo zoom mentre sul piccolo display touch-screen è possibile passare in rassegna le immagini archiviate e regolare l’esposizione.

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L’ergonomia del complesso lascia perplessi ma il design è sicuramente accattivante e la piccola Lytro sembra avere le carte in regola per diventare uno dei prossimi oggetti di culto. La macchina dispone di uno zoom ottico 8x con apertura costante f/2, e al posto del tradizionale sensore delle normali fotocamere ha uno speciale sensore ‘Light Field’ in grado di catturare 11 milioni di raggi di luce di dati (Megarays al posto di Megapixel). Non sono previste schede di memoria perché c’è già una memoria interna da 8 gb (per 350 scatti) oppure 16 gb (per 750 scatti).

La fotocamera Lytro è già realtà ed è pronta per la vendita. I prezzi sono contenuti a dispetto della portata dell’innovazione: 399 dollari per la versione con 8 gb di memoria e 499 dollari per la 16 gb; le prenotazioni per il mercato americano sono già in atto con consegna prevista all’inizio del 2012, per noi l’attesa sarà un pò più lunga.

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