Nikon D7000 o D300s?

Reflex digitale Nikon D7000 – Performance  complessive

Ci aspettavamo che la Nikon D7000 fosse una fotocamera rapida e pronta ed in generale non ne siamo rimasti delusi. Nessun problema riguardo la risposta ai comandi (per quanto avremmo preferito una capacità del buffer di ripresa simile a quello della D300s), la D7000 comunica immediatezza ed affidabilità, come si conviene ad una moderna reflex digitale.

In modalità Live View l’autofocus è ragionevolmente veloce ed accurato per una videofotocamera; nonostante la messa a fuoco a detezione di contrasto non riesca ancora a competere con la rapidità delle più recenti ‘mirrorless’ come Panasonic serie-G e Sony NEX, Nikon ha ridotto le distanze in maniera considerevole.


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La ghiera di regolazione dell'avanzamento



Le performance relative allo scatto a raffica si situano fra D90 e D300s. La D7000 può scattare alla velocità massima di 6 fps (vs i 4.5 fps della Nikon D90 e gli 8 fps di D300s con impugnatura MB-D10), immagazzinando sino a 100 fotogrammi JPEG (eventualmente a velocità ridotta secondo l’esaurimento del buffer di ripresa). Il buffer è infatti di capacità ridotta rispetto alla D300s e riesce a contenere non più di 22 fotogrammi (JPEG Fine) prima di dover rallentare la velocità di ripresa sino a 3 fps per consentire lo svuotamento del buffer stesso. Confrontando le prestazioni con le concorrenti la D7000 risulta leggermente più rapida della Canon EOS 60D (5.3 fps) ma entrambe inferiori alla Pentax K-5 che garantisce 7 fps con un buffer da 20/30 scatti. In formato RAW la macchina consente di riprendere sino a 10 fotogrammi a 6 fps.


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Da sinistra: Canon EOS 60D, Nikon D7000, Pentax K-5



Prestazioni autofocus

I 39 punti di messa a fuoco del nuovo modulo Multicam 4800DX della Nikon D7000 avvicinano le prestazioni della macchina ai 51 punti della D300s, non rilevando nell’uso comune differenze sostanziali. Nove dei 39 punti sono a croce, garanzia di migliori prestazioni in condizioni di bassa luminosità usando ottiche ad alta luminosità. La copertura sul fotogramma è leggermente inferiore alla D300s ma anche qui le differenze sono praticamente inavvertibili.


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Le possibili aree di messa a fuoco del nuovo modulo AF della Nikon D7000



Nella fotografia in condizioni reali le prestazioni della macchina sono sovrapponibili a quelle della D300s; con l’obiettivo standard Nikkor AF-S 18-105mm la fotocamera mette a fuoco con buona rapidità ed ottima accuratezza, con ottiche di pregio tipo l’AF-S 16-35mm f/4 o il 24-70mm f/2.8, la D7000 rende il meglio di sè sfoggiando performance di tutto rilievo. Come già più volte sottolineato le prestazioni del sistema di messa a fuoco automatica dipendono notevolmente dall’ottica utilizzata. Il motore interno degli obiettivi AF-S non è infatti lo stesso per tutti (a dispetto della sigla sempre uguale), alcuni sono più rapidi di altri ed in molti casi ottiche prive di motore interno possono garantire prestazioni pari alle più rapide AF-S. In condizioni di luce veramente molto basse abbiamo peraltro rilevato un’occasionale tendenza del modulo AF a segnalare messa a fuoco corretta quando invece non lo era, a prescindere dalla presenza o meno della luce di assistenza AF.

Ad ogni modo l’accuratezza di messa a fuoco di questa reflex è molto elevata, sia in modalità AF-S che in AF-C. Nei test di scatto l’autofocus della D7000 ha seguito i soggetti in movimento (3D Tracking) con la stessa efficacia che ci saremmo attesi da una D300s o una D700, certamente aiutata in questo dalla disponibilità del nuovo sensore RGB da 2016 pixel che facilita questa operazione potendo riconoscere i soggetti sulla base del loro colore/contrasto e nello stesso tempo facilitare la misurazione esposimetrica ed il bilanciamento del bianco.

L’autofocus a detezione di contrasto usato in modalità Live View e video rappresenta un deciso miglioramento rispetto a D90 e D300s anche se non ancora all’altezza delle prime della classe in tal senso, Panasonic Lumix DMC-G2 e GH2, superando anche le prestazioni della Canon EOS 60D. Con l’ottica 18-105mm alla focale di 105mm, l’autofocus della D7000 impiega ca. 1.5 secondi a passare dalla minima distanza di messa a fuoco ad infinito, giusto un 20% di tempo in più rispetto alla più rapida messa a fuoco a detezione di fase (quella normalmente usata nella ripresa fotografica – N.d.R.), un’ottima prestazione. L’utilizzo di un’ottica di alta qualità come il 24-70mm f/2.8 mentre riesce a ridurre addirittura del 70% il tempo di messa a fuoco in modalità di ripresa (0.5 sec. ca.) non migliora invece le prestazioni in Live View e ripresa video.

Riduzione del rumore

La Nikon D7000 offre quattro livelli di riduzione del rumore – Off, Basso, Normale (default) e Alto, con il settaggio Off che non elimina comunque completamente la riduzione del rumore ai livelli di sensibilità più alti. Sopra gli 800 ISO l’algoritmo bilancia bene le esigenze di riduzione del rumore con la necessità di mantenere visibili i dettagli, operando più sul rumore cromatico che su quello di luminanza. In conseguenza di ciò anche le immagini riprese a 6400 ISO risultano utilizzabili per ingrandimenti non troppo elevati. Indiscutibilmente la resa della Nikon D7000 alle alte sensibilità risulta essere una delle migliori in assoluto fra tutte le fotocamere digitali APS-C sinora provate.

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Confronto Nikon D7000, Nikon D300s, Canon EOS 60D e Sony A55 a 1600 ISO

 

Gamma dinamica

La curva tonale della D7000 è molto simile a quelle degli altri modelli Nikon. A settaggi standard la gamma dinamica complessiva è di circa 9.2 EV, di cui ca. 3.8 EV nelle alte luci, un pochino più estesa rispetto alle concorrenti. La gamma totale misurata rimane sostanzialmente invariata lungo l’intero arco di sensibilità ISO.

Il D-Lighting Attivo è il sistema utilizzato da Nikon sulle sue reflex per conservare maggiori quantità di dettaglio nelle parti più luminose dell’immagine. Quando il sistema è attivato la fotocamera sottoespone leggermente la scena per conservare i dettagli delle alte luci ma applicando poi una curva tonale modificata che innalzando i toni medio-bassi riporta l’intero fotogramma ad una adeguata luminosità complessiva. Il sistema prevede cinque livelli di regolazione, Basso, Normale, Alto, Molto Alto, Auto e può essere completamente disattivato. Il guadagno nelle alte luci va da 0.3 ad 1 EV circa ed in situazioni di ripresa ad alto contrasto può risultare molto utile. L’incremento di rumore nelle ombre è molto ridotto grazie alla tecnologia del nuovo sensore utilizzato che riesce a mantenere sufficientemente pulite le zone più scure dell’immagine (vedi ‘Rumore nelle basse luci’ nella prossima pagina – N.d.R.).

Nikon_D7000_D-lighting e Gamma Dinamica

Misurazione esposimetrica

L’esposimetro della Nikon D7000 è piuttosto affidabile anche se in situazioni particolari (sole diretto, contrasto elevato) ha mostrato una certa tendenza alla sovraesposizione, in contro tendenza rispetto alla maggioranza delle moderne reflex digitali. A dispetto del fatto che la maggioranza dei punti AF attivi siano posizionati nelle zone di maggiore luminosità dell’immagine qui riportata, l’esposizione generale è risultata sostanzialmente calibrata sulle zone in ombra sulla destra, necessitando di una correzione di circa uno stop per prevenire bruciature (clipping) nelle alte luci, meglio se operando su un fotogramma RAW dove fortunatamente la gran parte dei dettagli viene conservata. Operando quindi in tali situazioni (luce solare diretta e forti contrasti nell’immagine) è bene tener d’occhio l’istogramma ed eventualmente applicare una compensazione dell’esposizione se necessario.

Nikon_D7000_clipping

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